Giorgio La Pira
Nel 1973 ad Houston (USA) parla al Convegno internazionale I progetti per il
futuro ed indica i compiti delle nuove generazioni. Famoso l'inizio del suo discorso:
"I giovani sono come le rondini, annunciano la primavera".
Nel contesto di queste molteplici iniziative svolge una intensa attività pubblicistica.
Scrive a Capi di Stato, a personalità di ogni continente, ai monasteri di clausura, ai
vecchi ed ai bambini di Firenze, tiene discorsi, conversazioni, incontri soprattutto con
giovani che lo seguono con entusiasmo avvertendo la grande forza della sua fede e la
purezza dei suoi ideali.
Legge e commenta spesso la poesia di Pasternak in cui i popoli e le nazioni sono
descritti come fiumi che camminano tutti verso l'unica foce: il Regno di Dio. Che significa
la pienezza dell'umanità in comunione con Dio e - come logica conseguenza - l'unità e la pace.
Instancabilmente proclama l'imminente attualità della profezia di Isaia.
"Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà elevato sulla
cima dei monti; ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno:
"Venite saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perchè ci indichi
le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Egli sarà giudice fra le genti e
sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci;
un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più
nell'arte della guerra" (ISAIA 2,2 ss.).
E' questa visione, di grandiosa e imponente concretezza, che lo sostiene negli ultimi anni,
resi difficili da una grave malattia e da qualche penoso isolamento. Il 5 novembre 1977 in un
sabato senza vespri come aveva desiderato, conclude il suo pellegrinaggio terreno per
entrare nella gloria di Dio.